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       Savar- Rivista del Nursing in movimento


 

 

 

 

 


 

GLI ESTERNALIZZATI

Report è andata in onda su RAI 3 domenica 12 novembre 2006 alle 21.30 riportiamo parte del testo dell'inchiesta che parla dell'esternalizzazione dei servizi al Sant'Andrea di Roma compreso quelli infermieristici.

 

di Michele Buono, Piero Riccardi
collaborazione: Lorella Reale

 

//……..PIERO RICCARDI

Salve, siamo di Report di raitre. Avevamo appuntamento con il direttore generale.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Stipendi da 300, 400 euro al mese, orari di lavoro di sette ore ma ne vengono pagate solo tre, straordinari a discrezione, malattia non pagata…

 PIERO RICCARDI

Direttore che succede?

 ROCCA- FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma

È ovvio che io ho necessità che mi venga somministrata la colazione al malato il pranzo e la cena, allora quelli sono i miei orari. Poi al suo interno come si organizza la società che si è aggiudicata l’appalto è un problema di rispetto delle regole a cui si deve assolutamente attenere…. quindi noi dobbiamo verificare che da un lato ci sia qualità nel prodotto e che dall’altro il lavoratore sia tutelato, è ovvio che se è tutelato con forme di contratto atipiche e queste sono consentite dalla legge lì noi non possiamo più entrare.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Se al Sant’Andrea di Roma le cooperative Osa e Arcobaleno 2 forniscono 118 infermieri al Policlinico Umberto I° la sola Cooperativa Osa ne appalta 234.Ora, se c’è una figura professionale per la quale non esiste il blocco delle assunzioni questi sono gli infermieri. Quindi nessun divieto per l’Ospedale di assumerli. Basterebbe indire dei normali, banali, vecchi concorsi. Ma c’è un ma: il mercato degli infermieri è uno dei più redditizi per le cooperative.

 ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma

Il personale infermieristico è una emergenza nazionale, c’è una forte mobilità e quindi noi siamo dovuti ricorre alla fornitura di servizi infermieristici per sopperire alle carenze che si verificavano con malattie, con trasferimenti….

 PIERO RICCARDI

Le cooperative li trovano questi infermieri? Cioè perché le cooperative li trovano e voi no?

 ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma

Allora un lungo ragionamento…Sostanzialmente l’ infermiere che lavora per la cooperativa lavora sempre per poco tempo. Cioè lì c’è un turn over altissimo di personale infermieristico.

 INFERMIERE ANONIMO OSA

Lavoro come infermiere professionale al policlinico Umberto I° con la cooperativa Osa…

 PIERO RICCARDI

D quanto tempo?

 INFERMIERE ANONIMO OSA

Dal 2000!

 PIERO RICCARDI

Perché prendere un infermiere da una cooperativa per sei anni…? 

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma

Io credo che, ribadisco…con questo non condividendo e poi spiegherò il motivo per cui non condivido, il motivo principale che io ho verificato è stata la necessità di aggirare degli ostacoli che derivavano dalla normativa.

 PIERO RICCARDI

Cioè non si poteva assumere?...  

UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma

Non si poteva assumere…Sugli infermieri di vincoli non ce ne sono mai stati molti. Però sono anche dei vincoli oggettivi legati al fatto che per esempio noi dobbiamo assumere persone con concorso, quindi tempi piuttosto lunghi, noi stiamo organizzando un concorso per assumere infermieri e si sono presentate 4000 persone e dobbiamo assumere una società che ci gestisce il concorso perché noi non siamo in grado di farlo.

 MILENA GABANELLI IN STUDIO

Per il Direttore Generale del Sant’Andrea gli infermieri sono una emergenza nazionale perché non si trovano e per questo si ricorre alle cooperative esterne.perché loro, le cooperative, invece li trovano, e quando il Policlinico indice un concorso per assumere infermieri, se ne presentano 4000,, talmente tanti che il Policlinico per eliminare l’esternalizzazione della cooperativa che fornisce gli infermieri che mancano in Italia deve esternalizzare il concorso perché non è in grado di farlo.Sta di fatto che a fornire gli infermieri agli ospedali sono le cooperative, ma a queste cooperative l’ospedale quanto paga un infermiere? Abbiamo visto che, esclusi i medici, il personale che serve a mandare avanti un ospedale, viene principalmente appaltato a società esterne, Gli infermieri invece sono forniti dalle cooperative. Tutto questo perché bisogna risparmiare. La sanità è indebitata e vogliono reintrodurre il ticket. Allora quello che a noi interessa capire è se appaltare il personale anziché assumerlo si risparmia veramente o se invece a fare affari sono solo queste cooperative. Rimaniamo al policlinico Umberto 1 di Roma per vedere quanto l’ospedale paga un’infermiere fornito dalle cooperative  

PIERO RICCARDI (fuori campo)

Questo è un capitolato d’appalto per la gara di fornitura di infermieri. All’articolo 3 si specifica il fabbisogno stimato in 312.000 ore comprensive di turnazioni notturne e festive, una bella cifra. All’articolo 9 leggiamo che il prezzo si intende comprensivo di tutto. E ancora – importante - stabilisce che il costo orario del personale infermieristico non potrà essere inferiore al minimo previsto dalla Tabella del Ministero del Lavoro per le cooperative sociosanitarie…A questo si aggiunge un costo orario per la formazione, uno per l’organizzazione, i costi generali e il margine operativo. Ovvero il guadagno della cooperativa fino a un massimo del 15%. Questa è l’offerta della cooperativa Osa che ha vinto l’appalto del 2003 per 3 anni. A + b + c uguale 21,90 l’ora. E lui è uno degli infermieri che Osa fornisce al Policlinico.

 INFERMIERE ANONIMO OSA

Se sanno che sono qua a fare questa intervista penso che domani non ho più un lavoro, anzi adesso, se qualcuno saprà andrà a finire male.

 PIERO RICCARDI

Ci sono degli infermieri che lavorano con te che sono assunti direttamente dal Policlinico, rispetto a loro qual è il problema?  

INFERMIERE ANONIMO OSA

Rispetto a loro, è che io lavorando fianco a fianco con loro, facendo lo stesso lavoro, le stesse mansioni, tutto quanto, qui io ho una busta paga di 194 ore mensili compresi gli straordinari. Il contratto prevede 156 ore quindi ne ho fatte circa 40 ore, si vede che la busta paga è una specie di gioco delle tre carte.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Dunque il lordo è di 1.957 euro, 416 sono le trattenute, un netto di 1.542 euro a fronte di 156 ore lavorate + 38 di straordinari, circa, perché la parola straordinari non compare nella busta, c’è invece un non meglio precisato “conguaglio ore”. Proviamo allora a moltiplicare 194 ore per 21.90 che, abbiamo visto, è a quanto la cooperativa Osa vende le ore del suo infermiere al Policlinico e otteniamo 4.248,6 euro. Ora proviamo a fare i conti in tasca all’Osa. Prendiamo il lordo della busta paga: 1957 euro, aggiungiamo la quota di contributi a carico della cooperativa, le festività, la quota ferie, e raggiungiamo con l’aiuto del nostro commercialista 2 mila e 400, 2 mila 500 euro. Ora, aggiungiamo pure un 20% tra costi di gestione e margine e arriviamo a 3.000 euro di costo per la Cooperativa Osa di fronte ad un incasso dal Policlinico di 4.248. Una bella differenza. Ma leggiamo ancora e una cosa che salta all’occhio è la voce relativa ai contributi previdenziali Inps. L’imponibile è calcolato non sullo stipendio intero ma su 729 euro, suppergiù la metà dello stipendio. Motivo? Semplice, l’Osa paga sulla base dei minimali convenzionali di cui godono le cooperative. In pratica alle cooperative è permesso di pagare i contributi Inps non sullo stipendio reale ma sulla metà. Un bel risparmio per la cooperativa, il Policlinico paga i contributi pieni all’Osa su tutta la retribuzione, ma l’Osa, e tutte le cooperative, li pagano sulla metà. E allora, l’altro 50%, pagato dal Policlinico dove va a finire? Ma c’è altro. Leggiamo che il lavoratore è part time al 94%. Perché Part Time? 

PIERO RICCARDI

Mi spiegate il meccanismo di 36 ore che il contratto…? 

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar

Allora il contratto full time di cooperativa è 38 ore per cui noi facendone 36 risulta partime.  

PIERO RICCARDI

Perché ne fate 36?  

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar

Perché la cooperativa si deve adeguare allo standard aziendale che è di 36 ore per cui siamo costretti a fare 36 ore anche noi.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

La cooperativa Osa compra l’infermiere per 38 ore settimanali come da contratto cooperative sociosanitarie. Ma le ore settimanali ospedaliere sono 36, dunque il part time al 94% abbassa la paga base del 6% e poi tra la 36esima e la 38ttesima non può scattare lo straordinario. Ancora una, sul contrattino si legge che il compenso pattuito si intende come anticipazione sugli utili da conseguire.

 PIERO RICCARDI

Utili a fine anno? 

INFERMIERE ANONIMO OSA

Io lavoro, sono adesso 5 anni e ho 1500 euro di utile dalla cooperativa.

 PIERO RICCARDI

In 5 anni?

 INFERMIERE ANONIMO OSA

In 5 anni, si, in 5 anni. 

PIERO RICCARDI

Quindi 300 all’anno in più di dividendo.... 

INFERMIERE ANONIMO OSA

Si.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

300 euro all’anno sono decisamente pochi per avere in cambio tutti gli svantaggi di essere un socio lavoratore. Andiamo al palazzo della Regione Lazio e proviamo a chiedere all’assessore alla Sanità cosa sta succedendo attorno a questi ospedali pubblici.

 PIERO RICCARDI

Quando una cooperativa fornisce un infermiere spesso il costo è molto maggiore per l’azienda ospedaliera…

 AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio

Ma non credo si possa porre il problema in questi termini. L’affidamento di una funzione a una organizzazione cooperativa, a un’associazione o a un privato non può essere attuata con l’idea di spendere di meno perché un infermiere dovrebbe essere retribuito secondo un contratto sia che lavori diciamo nella pubblica amministrazione sia nella sanità privata e quindi anche in una cooperativa. Spesso dipende un pochettino come si fanno le gare d’appalto perché è chiaro che se si fa una gara d’appalto al massimo ribasso dopo se si da meno di quanto è necessario per gestire quel servizio è chiaro che poi ci troviamo di fronte spesso a situazioni di lavoro dequalificato o di lavoro a sua volta precario.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Non ci risulta affatto, assessore, che le gare d’appalto di infermieri o ausiliari siano al massimo ribasso. Come abbiamo visto l’ospedale riconosce alla cooperativa la retribuzione del Contratto Nazionale del Lavoro più una serie di costi compreso un 15% di margine. Ciononostante al socio lavoratore arriva di meno.  

PIERO RICCARDI

Senta abbiamo visto che negli ospedali tipo Sant’Andrea e Policlinico c’è una specie di divisione tra cooperative per dividere il lavoro esternalizzato.

C’è la Compagnia delle Opere ci sono le cooperative rosse, le ex cooperative bianche della DC… E’ un pò un manuale Cencelli!

 AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio

Ma non credo si possa dire questo, per fortuna nel Lazio sta crescendo e si sta sviluppando una forte rete di esperienze cooperative.

PIERO RICCARDI (fuori campo)

Sicuramente la Cooperativa Osa è proprio una di quelle cresciute molto rapidamente nel campo della sanità pubblica. 450 infermieri forniti dalla cooperativa Osa alle strutture ospedaliere per un totale di 600mila ore di servizio. Solo per l’Osa questo mercato vale 14 milioni di euro, un terzo del suo bilancio 2005. L’Osa inoltre gestisce in Italia residenze per anziani, Centri privati neuropsichiatrici, residenze sanitarie, esiste un Osa Perù, un’Osa Argentina, e infatti molti infermieri vengono reclutati proprio in Sud America perché sono bravi e soprattutto disponibili a tutto.

 DAL TGR DEL 18/05/2004

“Si trova a Roma in via Volumnio 1 la nuova sede della cooperativa sociale Osa. Alcune sue sedi si trovano anche all’estero. Ad inaugurare quella romana è il Presidente della Regione Storace. “Viviamo in un mondo –ha detto- in cui i diritti sembrano essere di pochi, per questo bisogna dare più giustizia sociale e strutture come queste che aiutano a raggiungere l’obiettivo”.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Ma il grande business degli appalti sociosanitari non riguarda solo Osa della Compagnia delle Opere. Per gli ausiliari della cooperativa Siar non va certo meglio.

 PIERO RICCARDI

Da quanti anni?

 LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar

Io da 4 anni, noi siamo stati assunti come operai II livello, soci lavoratori ma svolgiamo mansioni del IV livello. Anche del V livello perché lavorando nel blocco operatorio noi igienizziamo le sale, laviamo i ferri, igienizziamo le sale quando sono positive e infette, mettiamo sotto formalina, che è cancerogena, noi la usiamo così a litri. 

PIERO RICCARDI

E non hai assicurazione?  

LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar

Non ho nulla. Io mi sono punta tante volte con i ferri chirurgici mentre li lavavo, ho fatto le denunce al pronto soccorso e ogni volta che facevo le denunce mi veniva detto: “ Come mai maneggi i ferri chirurgici? Allora sei Ota”? E io dico: “no, non sono Ota, sono ausiliare”. E mi veniva detto: “ Ma tu i ferri non li devi neanche vedere”. Io l’ho detto che i ferri non li devo neanche maneggiare ma mi hanno detto che comunque nel blocco operatorio si lavano ed io li devo lavare.

 PIERO RICCARDI

Paga?

 LAVORATORI ANONIMI- Cooperativa Siar

180-185 ore, con un figlio a carico, un marito in mobilità, il mio stipendio è di 800 euro.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Andiamo alla Direzione Ispezioni del Ministero del Lavoro. E chiediamo: “ Insomma cosa stanno combinando queste cooperative nella sanità pubblica”?  

PAOLO PENNESI- Vice Dir. Generale Attività Ispettive del Ministero del Lavoro

In realtà si appaltano servizi che servizi non sono. Quello che non si può appaltare è anche qui la mera prestazione dell’infermiera la quale si va a collocare nell’ambito del reparto ospedaliero, lavorando fianco a fianco all’infermiera strutturata, a costi assolutamente differenziati e fornendo quella che è la sua professionalità. Questo non si può fare perché questo è mero appalto di mere lavorazioni, che era vietata con la vecchia legge e che continua a essere vietata ancora oggi con la legge Biagi.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

La legge dice che puoi appaltare il servizio ma vieta di appaltare i lavoratori. E invece noi stiamo dimostrando il contrario. 

PIERO RICCARDI

Ma gli ordini di lavoro, le mansioni, gli incarichi chi ve li da? 

INFERMIERE ANONIMO OSA

Praticamente io non ho a che fare con l’Osa oltre che vado ogni fine mese a prender lo stipendio ma tutto di dipende dai capi, dai medici con cui lavoro. 

PIERO RICCARDI

Quindi il ruolo della cooperativa dell’Osa nei tuoi confronti è semplicemente che fornisce il tuo lavoro? 

INFERMIERE ANONIMO OSA

Si, fornisce personale.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Che il ruolo delle cooperative nel settore sanitario appare spesso null’altro che intermediazione di lavoro è dimostrato dal fatto che non esiste vita di cooperativa.

 PIERO RICCARDI

Ma che si fanno assemblee di cooperativa alla fine dell’anno?

 LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa

Non ho mai partecipato a nessuna assemblea, non conosco neanche il presidente, non conosco nessuno, io faccio fede su una responsabile che qui, per il resto....

 PIERO RICCARDI

Ma chi vi paga? Viene un responsabile della cooperativa, vi paga?

 LAVORATRICE 4- Siar Cooperativa

Non abbiamo un foglio firme in base a quello ci spediscono la busta paga.

 LAVORATORE 4- Siar Cooperativa

No io no sono mai stato in sede Siar, in 5 anni solo a inizio contratto per firmare il contratto.

 MILENA GABANELLI IN STUDIO

Se la legge dice che puoi appaltare un servizio, ma non una persona, allora tutto quello che abbiamo visto fino adesso dovrebbe essere illegale! La situazione al policlinico Umberto 1 è talmente caotica che qualche mese fa, quando la regione Lazio, sull’orlo del commissariamento per il buco di 10 miliardi di euro ereditati da Storace, chiede a tutti gli Ospedali “quanto personale avete? al Policlinico non sono in grado di capire quanti sono a lavorare nell’ospedale, quali le società, le cooperative, le ditte.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Queste sono le lettere che la Direzione Generale invia alla regione Lazio, all’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia. Nella prima del 28 aprile vengono fatti dei nomi di società esternalizzate e rispettivi lavoratori. Ma è chiaramente lacunosa. L’unico a capirlo è il sindacato dei Cobas, comitati di base.

 PIERO RICCARDI

Voi avete iniziato a contare a fare un censimento dei lavoratori?

 GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma

Noi invitavamo i lavoratori qua nell’auletta Cobas dicendogli, allora fate nome e cognome, abbiamo preparato un ciclostilato molto semplice, in cui si chiedeva nome e cognome, dove lavoravano per quale ditta, quale cooperativa da quanti anni e con quale qualifica, con la firma di ogni lavoratore…Il primo invio fatto da parte dell’azienda.

 PIERO RICCARDI

E secondo voi non era giusto? 

GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma

No assolutamente perché mancavano un sacco di ditte che a noi erano venute a fare l’autocertificazione allora che facciamo un secondo invio come fax.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Non passano due settimane che la direzione dell’Ospedale è costretta su pressione dei Cobas a inviare in Regione rettifiche e precisazioni. Questa è una seconda lettera, data 24 maggio. Spuntano nuove società di esternalizzazioni, ma soprattutto spuntano lavoratori, centinaia.

 GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma

Quindi rendetevi conto 270 persone della Pultra per esempio se non avessimo fatto il secondo invio dicendo signori miei state dicendo bugie grosse quanto la fame non venivano completamente considerati, quindi questi lavoratori non per niente in alcuni ospedali si chiamano fantasmi.

 LAVORATORI ANONIMI- Cooperative Sant’Andrea

Io ormai sono arrivato a 41 anni ho tre figli e con la paga di precario sei inesistente. Io c’ho 40 anni e ho dovuto mettere in discussione molti credo. Svegliarmi la mattina accedere ad un mutuo, potermi comprare casa, una macchina, accedere all’economia di questo paese. Non ti senti un essere umano quando dici: “che lavoro fai”? I primi tempi quando lavoravo in cooperativa mi vergognavo a dire che ero un precario, non sapevo che dire, dicevo lavoro da una parte, ma non dicevo sono precario. Questa cosa mi faceva un male, pregavo sempre che nessuno mi chiedesse che lavoro fai. 

PIERO RICCARDI (fuori campo)

I Cobas sono agguerriti, raccolgono soprattutto il malcontento dei lavoratori delle cooperative e delle ditte esternalizzate che si sentono abbandonate dai sindacati tradizionali…..//

  

//…..GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma

Io vi volevo fare vedere anche questo che secondo me è importante, eccolo…Umberto I°…Risultano con un totale di 821, noi invece con il secondo monitoraggio siamo arrivati a 933 lavoratori di cooperative e ditte e ben 313 fra i Cococo, la legge 368 che prevede l’assunzione di medici…

 PIERO RICCARDI

Circa 400 di più risultano?

 GRAZIELLA BASTELLI- Cobas Policlinico Umberto I° - Roma

Eh beh sì… E poi a questo ci sono poi alcune piccole ditte che non sono state ancora menzionate nonostante noi abbiamo inviato un terzo fax dicendo: “ Signori miei qua i conti ancora non tornano”.

 PIERO RICCARDI

Sul censimento la difficoltà per azienda di capire chi, quanti lavoratori lavoravano per l’azienda in determinato giorno e per quali società?

 UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma

Credo siano inefficienze e diciamo carenze dell’azienda pubblica. L’azienda pubblica ha un compito importante quando esternalizza un servizio, che è quello del controllo. Il controllo deve essere fatto sia sulla qualità, sia sul processo, sia sulle risorse che vengono inserite nel processo, cioè deve trattare questi operatori come fossero suoi.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Il direttore generale dice che la pubblica amministrazione deve controllare, che deve considerare i lavoratori esternalizzati come fossero i suoi, ma lui anche se è qui solo da un anno, lo sa cosa succede? Possiamo mostrarglielo noi: ci siamo affacciati dalle finestre degli uffici….abbiamo guardato giù…ci siamo infilati per le cucine che fanno un fracasso del diavolo…abbiamo sceso scale e siamo andati lì dove gli uffici si guardano dal basso…………………………….//

 //………MILENA GABANELLI IN STUDIO

Fare questi controlli non è particolarmente complicato, dovrebbe essere la routine di chi lo fa per mestiere. Perché non stiamo parlando di un cantiere abusivo, ma di gente che lavora dentro all’ospedale pubblico e gestisce le nostre cartelle cliniche, che rappresentano la memoria stessa di un ospedale. Quello che ne deduciamo è che l’Inps o non è aggiornata o la pensione a questi lavoratori del Sant’Andrea e del Policlinico anche se non la paghi fa lo stesso…a danno delle pensioni di tutti. E questo in nome di un risparmio che non c’è , con l’aggiunta della beffa perché facendo i calcoli, l’assunzione costa meno.

ERMINIA COSTA - Cobas Ospedale Sant’Andrea- Roma

Noi abbiamo preso i capitolati d’appalto delle varie ditte e visto quando l’azienda ospedaliera Sant’Andrea pagava per ogni dipendente. C’è venuto fuori un totale di nove milioni e 741 euro 755; poi abbiamo fatto un’altra colonna, abbiamo preso quello che è il trattamento economico con la tredicesima mensilità del comparto sanità e moltiplicato per il numero dei dipendenti e la cifra è 7 milioni 443 mila 829, questa è la differenza, attualmente l’azienda paga alle ditte esterne 9 milioni 740 e rotti milioni di euro, se li assumesse ne spenderebbe 7 milioni 443 quindi avrebbe un risparmio annuo di due milioni 298 mila euro annui su 315.

 PIERO RICCARDI

Esternalizzare costa di più di internalizzare, rispetto al calcolo che hanno fatto questi sindacati di base?.. 

ROCCA, FRANCESCO- Direttore Generale Ospedale Sant’Andrea Roma

Allora ecco i conti dei sindacati li ho visti ma onestamente non li ho verificati, penso che sia possibile, penso che sia possibile….

 UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma

Non si risparmia, non si risparmia e non ha senso  

PIERO RICCARDI (fuori campo)

Che dire?...esternalizzare personale costa di più che se fosse assunto direttamente dall’azienda. Lo dicono i direttori generali dei due ospedali. Ma i soldi sono molti e gli interessi forti.

 PIERO RICCARDI

Quanto pesa la Sanità sul Bilancio come quello della regione Lazio?

 LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio

Intorno al 70% e qualcosa di più…

 PIERO RICCARDI

Quindi è la voce più consistente? 

LUIGI NIERI – Assessore al Bilancio Regione Lazio

E’ la voce del Bilancio della regione Lazio e delle altre regioni insomma, non solo della regione Lazio.

 PIERO RICCARDI

In queste esternalizzazioni ci sono grandi gruppi che ritornano un po’ ovunque ci sono le cooperative più vicine alla sinistra, le coop bianche , ci sono società più o meno a Roma ruotano due o tre nelle lavanderie e pulizie, ci sono pressioni in questo senso o…

 UBALDO MONTAGUTI - Direttore Generale Policlinico Umberto I° Roma

Le pressioni ci sono sempre perché…perché è ovvio se si tratta del policlinico si tratta di risorse economiche molto consistenti.

 TONINO CORDESCHI- Cobas Policlinico Umberto I°- Roma

E tutti gli altri li ho inseriti nella categoria D degli infermieri, vedi, che sono 232  

PIERO RICCARDI (fuori campo)

Insomma al policlinico assumere infermieri e ausiliari costerebbe 9milioni di euro invece ne deve spendere 12milioni e 400mila euro per prenderli dalla cooperativa Osa.Quali sono allora gli interessi che impediscono di assumerli? Una chiave ce la fornisce un frammento rimasto inciso nella telecamera alla fine dell’intervista dell’assessore Battaglia quando ci preparavamo ad andarcene. 

AUGUSTO BATTAGLIA- Assessore alla Sanità Regione Lazio

Tanto per capirci non esiste nessuna possibilità che si prendono le cooperative e si fanno imboccare tutti alla regione….però stanno li da 6 anni!...non è che io posso assume quelli, devo dire che alla cooperativa je faccio fa un’assistenza domiciliare e li faccio il concorso…  

PIERO RICCARDI (fuori campo)

Chiarissimo, le cooperative che forniscono infermieri e ausiliari agli ospedali anche se costano di più sono ormai così potenti che non gli si può togliere l’appalto senza dargli qualcosa in cambio, bisogna trovargli prima qualche appalto nell’assistenza domiciliare, nella cura dei disabili o degli anziani e poi si possono fare i concorsi per assumere direttamente gli infermieri e far risparmiare l’ospedale. La riprova?Vi ricordate lo scandalo di questa estate legato alla associazione Anni verdi che si occupava di disabili per conto della regione Lazio?

DAL TGR LAZIO DEL 5/09/2006

“Arrestati per associazione a delinquere otto persone…L’indagine della procura di Velletri e dei Nas di Roma erano partiti nel novembre 2004, i centri Anni Verdi per gravi problemi economici sono in liquidazione totale dallo soccorso luglio, ieri tra un consorzio di cooperative e la funzione pubblica della Cgil è stato firmato un accordo per garantire il futuro del personale”.

 PIERO RICCARDI (fuori campo)

Così l’assessore Battaglia ha affidato il tutto ad un consorzio di cooperative. Quali? Sono tre, una della Lega delle cooperative, una è della centrale Agc , la terza è la cooperativa Osa. Si proprio quella che fornisce i 382 infermieri e ausiliari al Policlinico e guarda caso al Policlinico possono indire un concorso pubblico per 50 infermieri. Si 50 infermieri su un totale di 382. Solo un caso? Proviamo a vedere cosa ne pensano al ministero del lavoro. Ci riceve la sottosegretaria onorevole Rosa Rinaldi.

 PIERO RICCARDI

Per togliere le esternalizzazioni QUI A Roma negli ospedali al Policlinico o al Sant’Andrea significa intaccare gli interessi di alcune cooperative o di altre società, Atesia, Tripi ha detto “se io devo assumere queste persone, io me ne vado all’estero”, parliamo di interessi forti questo governo, avete la forza di intaccare questi poteri? 

ROSA RINALDI- sottosegretario Ministero del Lavoro

Quando io non applico il contratto che dovrei applicare e chiamo lei in un modo differente da quello che produce per me e di quello che io attraverso la mia produzione devo anche versare o all’erario o alle casse pensioni, insomma si dice che dentro le regole non ci stavamo. Quindi io credo che l’autorità pubblica serve esattamente a dire questo, alcune funzioni si possono reinternalizzare, facciamo una verifica a tutto campo sui costi che ci sono stati, altri servizi, questi, possono anche per alcune funzioni di mercato o per l’efficentamento restare all’esterno ma tuttavia si può farlo senza la barbaria, oggi noi siamo in questi settori nella piena barbaria.  

MILENA GABANELLI IN STUDIO

E allora rientrate nella legalità! C’è da dire che da quando abbiamo cominciato a lavorare attorno a questo argomento , cioè da giugno scorso, si sono allarmati un po’ tutti. E lunedì sera i sindacati confederali che sono stati a guardare per 10 anni e hanno tollerato che questa situazione si creasse si sono seduti intorno ad un tavolo e hanno firmato un protocollo d’intesa con l’assessore alla sanità della regione.. Bene nell’accordo hanno scritto che sarà lui insieme ai sindacati a stabilire quando e se fare i concorsi e quali lavoratori potranno entrare sotto la protezione di un contratto decente e quali dovranno continuare a stare a bagnomaria. Ricordiamo che la sanità Lazio ha un buco di 10 miliardi di euro, un terzo della finanziaria, e che tutti noi dovremmo contribuire a sanare. Grazie alla mala politica e ai sindacati che non hanno fatto il loro mestiere. Pretenderemmo adesso che questo protocollo diventi qualcosa di più serio.

  

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